michael malice

Il manuale anarchico di Michael Malice

The Anarchist Handbook è una collezione curata da Michael Malice di scritti di anarchici. Anche se di solito si associa, perlomeno io associavo, l’anarchismo alla sinistra, in realtà viene fuori che l’anarchismo viene in gusti molto diversi e quello anarchico/socialista è solo uno dei. Michael Malice, che anche lui è un anarchico, praticamente ha messo insieme questa collezione proprio per far vedere che cosa è l’anarchismo e quali sono le idee. Il libro mi è capitato fra le mani perché ho ascoltato Michael Malice in alcuni podcast e mi sono incuriosita.

“Ogni uomo che mette denaro nelle mani di un “governo”, sta mettendo nelle sue mani una spada che verrà usata contro di lui, per estorcere più denaro, e per tenerlo asservito al suo arbitrario volere.”

Questo articolo è una trascrizione di un episodio del mio podcast. Lo trovi sulle principali piattaforme, ad esempio Spotify e Google Podcasts. Oppure direttamente qui:

Michael Malice

Michael Malice è un personaggio interessante. Ho ascoltato alcuni podcast in cui era ospite e anche lui ha un podcast, si chiama “Your Welcome”, e mi piace molto come vede certe cose da un punto di vista completamente diverso. Il suo modo di riassumere l’anarchia è “tu non parli per me”. E ha ragione. Autorità di ogni tipo parlano per noi. Decidono per noi cosa è giusto e cosa è sbagliato, senza parlare di cosa dovremmo o non dovremmo fare. Ma la società ha bisogno di regole per funzionare. È il commento. E quello che l’anarchia dice è che i singoli sono perfettamente in grado di mettersi d’accordo e non c’è bisogno che alcuna autorità superiore parli per te. Non sono del tutto convinta, però ho come l’impressione appunto che non sto ancora riuscendo a vedere l’altra versione del cubo.

“Non si può avere alcuna fiducia in alcun governo, né ragionevolmente presupporre la sua onestà, nell’istante in cui esso non dipende completamente ed esclusivamente da volontario supporto.”

“Tu non parli per me”

Quando l’autorità parla per te e tu sei d’accordo questa cosa non la vedi. Anche se spesso la ragione per cui sei d’accordo non è che ci hai pensato su, ma perché ti è stato insegnato ad essere d’accordo, oppure semplicemente stai seguendo quello che fanno gli altri. Comunque, è quando non sei d’accordo, profondamente, che ti accorgi del valore di questo principio “tu non parli per me”. Quando tu hai il “diritto”, cioè il potere, di parlare per gli altri sono tutte rose fiorite, ma quando è il contrario? Allora non ti piace più il giochino.

“Se ogni uomo ha la libertà di fare ciò che desidera, purché non infranga l’eguale libertà di ogni altri uomo, allora è libero di lasciare ogni legame con lo stato, rinunciare alla sua protezione e rifiutare di pagare per il suo supporto.”

Cos’è il diritto

Il primo dei brani parla di cosa è il diritto e dice che il diritto è solo ciò che sei in grado di prendere e di fare con le tue forze. Ciò che hai perché ti è concesso non è un diritto, è una concessione. Altrimenti detto, se ti può essere tolto, non è un diritto. Il che significa che l’unico “diritto” che hai è quello che ti procuri da solo. La legge è applicazione della forza di un’autorità, è il diritto dell’autorità, non il tuo.

Quindi dire che hai un “diritto” significa che hai applicato la tua volontà per avere qualcosa. E per questo lamentarsi che non hai qualcosa che ti spetta di diritto è sciocco perché nulla ti spetta di diritto se non ciò che sei in grado di procurarti e di creare per te stesso. Un oggetto è di proprietà di chi riesce a metterci le mani e sopra e a mantenere la proprietà, e così si crea il “diritto” di averla. Se uno fallisce in questo, allora non ha alcun diritto su quell’oggetto.

Michael Malice e sfumature di anarchismo

Uno legge questo è sembra tutto basato sul potere e l’egoismo, anche se è in verità è più sottile di così, ma poi ci sono altri brani che invece vanno sull’idea di creare una società dove tutti lavorano volontariamente per il beneficio di tutti. E poi ci sono altri autori che basano la loro idea di anarchismo su una visione realista, ma anche positiva, delle persone, che sono in effetti incentivate e capaci di mettersi d’accordo senza alcun potere che le forzi con la violenza e la minaccia. E questi sono gli ultimi brani in fondo, diciamo i più moderni, e quelli che condivido di più. Comunque, sono tutti modi per andare alla ricerca della stessa cosa “tu non parli per me”.

Chiaramente la regola sarebbe che nessuno dà ordini a nessuno, a meno che naturalmente uno non si sottometta volontariamente a una serie di regole, dalle quali ovviamente può anche volontariamente uscire.

Volontà e costrizione

Ad esempio, se fai uno sport o firmi un contratto, ti impegni a sottostare a una serie di regole e di “ordini”, ma lo fai volontariamente. Non paghi le tasse perché vuoi, sei costretto. E non è una questione di “fare la cosa giusta”, perché l’obbligo c’è anche quando lo stato usa i tuoi soldi per fare cose contrarie al tuo volere, quando li usa per interessi personali di politicanti e funzionari corrotti, saresti costretto a pagarle anche se i tuoi soldi fossero poi usati contro di te. Condivido molti dei pensieri in questo libro sulla violenza e la corruzione di stato. Sarà l’epoca in cui sono cresciuta, sarà quello che vedo i governi “democratici” fare negli ultimi anni, ma sono ben consapevole che lo Stato è la più grande corporazione che esista, e ha il monopolio sulla violenza. Votare?

Perché Michael Malice non vota

Il brano che chiude il libro è di Micheal Malice ed è intitolato “Perché non voterò quest’anno, e nessun altro anno”.

Dice “non importa quanto assurda la linea dello stato sia, una grande maggioranza della popolazione la promulgherà. Le persone seriamente diranno che avere una sola scelta è tirannia, ma averne due è libertà”. Seriamente, se poi tutti si allineano nel fare quel che è conveniente per loro a scapito del paese, che voti a fare? È un ragionamento cinico, che di solito le persone esprimono con il “tanto sono tutti uguali” o è riconoscere la verità: che la tua libertà non sta in ciò che lo stato ti concede, ma in ciò che non ha il potere di toglierti. Che i tuoi diritti non sono ciò che i ministri ti fanno la grazia di concederti dall’alto del loro essere migliori di te, ma ciò che non possono farti neppure se lo volessero. E quanto avere cose “aggratis” è un “diritto” e quanto diventa una prigionia?

Chi vuole la libertà?

Francamente, la maggior parte dei dubbi su come una società anarchica potrebbe funzionare, come fai con i crimini, la legge e tutto quanto, non credo siano il punto di dubbio principale. Non sono così sicura che ci siano così tante persone che preferiscano avere piena libertà di scelta, una situazione che ti dà un alto potenziale ma che necessita da parte tua di molto impegno e abilità di analisi, ed è anche rischiosa, piuttosto che seguire ciò che viene stabilito da altri, liberandosi così da un fardello notevole, anche se a prezzo della loro libertà, che però magari non sarebbero comunque in grado di sostenere, o non gli interessa farlo. Forse l’anarchismo è fattibilissimo da persone che hanno una certa mentalità, ma… ho visto quanto facilmente la gente si è trasformata in capò. E in vari di questi scritti viene detta questa cosa o è implicita in certe considerazioni.

Anarchismo socialista e anarchismo capitalista

Vari brani sono di persone anarchiche di sinistra, quindi anarchismo versione socialista o comunista. E se sembra impossibile che il comunismo, che ha portato ad alcuni tra i monopoli di potere di stato più estremi sia compatibile con l’anarchismo, che è l’assenza delle stato, beh, secondo me è vero. Nel libro ci sono vari brani di persone con posizioni del genere e, anche se apprezzo lo spirito, non stanno insieme. Sono illogici, costruiscono una realtà ideale che non esiste. Per funzionare devi creare un tipo di uomo che non esiste nella realtà. È quel tipo di discorso ideologico e anche un po’ ingenuo che magari è basato su buone intenzioni, ma non è realista. L’anarchismo storicamente si associa alla sinistra, ma al giorno d’oggi è molto più interessante e coerente l’anarchia capitalista, all’americana per intenderci.

Michael Malice descrive un sistema diverso

Devo dire che, anche se ci sono questioni che non mi sono chiare, e che forse si potrebbero chiarire soltanto facendolo nella pratica, questa è l’idea che viene espressa negli ultimi brani del libro e quella a cui sono attirata. Devo dire, mi riconosco molto nello spirito. Specie da un paio d’anni a questa parte.

È un modo completamente diverso di vedere le cose e non riesco a capire ancora bene se faccio io fatica a visualizzarlo nella mente, essendo questi concetti diversi e incompatibili con quelli con cui uno di solito viene educato, o se questi ragionamenti hanno dei problemi di principio.

Schemi della mente e anarchismo

Per esempio, ci sono alle volte quelle immagini che il tuo cervello può interpretare in due modi diversi, ma solo una alla volta. All’inizio ne vedi una sola, ma poi se ti sforzi, riesci effettivamente a cambiare prospettiva e vedere l’altra. Ma ci vuole un certo sforzo per riuscirci. Mi viene in mente un’immagine di un cubo dove sono disegnati solo gli spigoli e sono tutti uguali. Puoi interpretare l’immagine come se la faccia del cubo che sta davanti a te sia quella in alto o quella in basso. Ne vedrai una sola. Ma se ci pensi su riesci a “saltare” sull’altra soluzione. Ma a quel punto la prima soluzione svanisce e non la vedi più. Ecco, questo è un esempio visivo, che è più facile. Ma spesso con le idee è lo stesso. Non la capisci non perché sia sbagliata o non funzioni, è che per capirla devi “saltare” e rivedere l’organizzazione degli spigoli in maniera diversa. E non c’è una via di mezzo, o sei di qua o sei di là, anche se puoi imparare a vedere entrambe. Ho spesso questa impressione con le idee di questo libro.

anarchismo
Ci sono due soluzioni a questa immagine, due cubi diversi. Uno appoggiato al pavimento, uno al soffitto. A volte una cosa sarebbe possibile, solo che interpretiamo le cose seguendo uno schema diverso, e quindi rifiutiamo la soluzione come sbagliata o impossibile.

L’anarchia funzionerebbe?

Sono di natura ribelle e irriverente, perciò è naturale che idee di questo tipo, che rifiutano l’autorità, specie avendo visto recentemente con l’autorità può comportarsi, il disgusto che ho verso certe cose è notevole, lo capisci su un piano diverso quando lo vedi intorno a te e su di te, e quindi è naturale che quando qualcuno mi dice che lo Stato e tutti quei miseri omettini pieni di arroganza dall’anima contorta devono andare a fare in quel posto, sono più che d’accordo. D’altra parte, sono sicura che l’assenza di certe strutture sia un bene, e che le cose possano auto-organizzare senza uso di coercizione di stato? Che il risultato sia effettivamente migliore? Non posso essere sicura, ma c’è certamente qualcosa di giusto in queste idee che sembrano “proibite”, che sono di solito considerate ” pericolose”, forse perché l’autorità insegna a tutti che la peggior idea possibile è l’idea che elimina l’autorità stessa, naturalmente.

John Hasnas nel libro di Michael Malice

Nell’estratto di John Hasnas, scritto nel 1995, dice:

“Nonostante siano circondate da prove che la legge è intrinsecamente politica, la maggior parte delle persone sono comunque capaci di convincere sé stesse che sia un’espressione di regole di giustizia oggettive che hanno l’obbligo morale di obbedire. Come in tutti i casi in cui si nega la realtà, le persone partecipano in questa finzione per il conforto psicologico che si guadagna dal rifiutarsi di vedere la verità… Tutti sono impegnati in una lotta politica per imporre la loro versione di “ciò che buono” sul resto della società. E finché la legge rimane terreno esclusivo dello stato, sarà sempre così… Le persone sono più disposte a supportare l’esercizio dell’autorità su di loro quando credono che sia una caratteristica oggettiva, neutra, del mondo naturale. È la stessa idea dietro il concetto del diritto divino dei sovrani… Una volta che credono di essere comandati da una legge impersonale anziché da altre persone, vedono la loro obbedienza all’autorità politica come un’accettazione animata da spirito pubblico di ciò che si richiede nella vita sociale, anziché che la mera acquiescenza a un potere superiore… Il concetto de “la legge” permette di nascondere l’azione del potere dietro una facciata di parole… Ma il mito de “la legge” fa di più che rendere le persone obbedienti all’autorità dello stato; le trasforma anche in complici nell’esercizio del potere.” Quante volte ho sentito ovvie vessazioni giustificate con “eh, è la legge”, “sto solo facendo quello che mi è stato detto di fare”!

Conclusioni su The Anarchist Handbook di Michael Malice

Credo che la maggior parte delle persone avrebbero un iniziale istinto di rifiuto verso molte idee in questo libro, eheh. Però, si dice che bisogno leggere per “aprire la mente”, e allora? “È ma non così! Sono nella maniera approvata!”

Nel capitolo di Voltairine de Cleyre, dice:

“Finché le persone non avranno interesse ad esercitare la loro libertà, coloro che desiderano tiranneggiare lo faranno; perché i tiranni sono attivi e ardenti, e dedicheranno sé stessi nel nome di ogni tipo di dio, di stampo religioso o meno, a mettere in catene l’uomo addormentato.”

Il libro non esiste in italiano, però essendo una collezione di estratti di altri famosi anarchici probabilmente almeno alcuni di questi sono stati tradotti. Non lo so. Molti sono in originale in altre lingue comunque. Se vuoi leggerlo in inglese, avviso che è tosterello, come tutti gli scritti dove ci sono elucubrazioni politiche filosofiche, soprattutto nei brani più vecchi ottocentesca. Comunque, se vuoi esplorare qualcosa di un po’ diverso, buttati. Spero di aver messo perlomeno un po’ di curiosità nella questione. Altrimenti, cerca su YouTube qualche intervista di Michael Malice, è stato sul podcast di Lex Fridman varie volte. È simpatico e molto bravo a far notare ovvi errori nei sottintesi che magari uno fa nel modo di vedere società, stato e governo.

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