come migliorare la memoria

Come migliorare la memoria? – Libro sulle tecniche mnemoniche

Come migliorare la memoria? Senti a volte che la tua mente manca di qualcosa? È come se non avesse un programma software per fare qualcosa e per questo ti senti limitato e frustrato. Capita a tanti, e anche a me, con la memoria. E allora ci si chiede come migliorare la memoria.

Magari quelle che crediamo siano limitazioni della nostra mente, sono in realtà un software che non abbiamo installato. Credo che questo sia molto comune per la memoria.

Con questo articolo voglio dare anche delle informazioni che servono, che possono aiutarti a risolvere qualche situazione, a sbloccare i tuoi propositi. Magari ti senti limitato da qualcosa o non sai da che parte girarti e hai solo bisogno di un’idea perché tutto si accenda e si mette in moto. Le idee sono come del software per il computer che è il nostro cervello. A volte non lo sappiamo ma ci manca un software importante, oppure c’è qualche virus, qualche idea fondamentalmente sbagliata che non ci permette di vedere oltre e ci limita in quello che possiamo fare.

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Migliorare la memoria è possibile

Una di queste idee sbagliate, e di cui io ero convinta, ce ne sono tante, ma questa è una, è di non avere memoria.

Non ricordo le cose immediatamente, me le scordo facilmente, dunque non ho memoria. Lo sento dire spesso dalla gente, cose come questa, “io non ho memoria”, e la gente lo dice in automatico, come una condanna perenne, un dato di fatto sul quale non è possibile fare niente. A volte suona un po’ come una scusa…

Mi si è accesa la lampadina quando ho letto questo libro The Memory Book. Di Harry Lorayne e Jerry Lucas.

È un classicone del genere. Francamente non l’ho trovato in italiano, magari è stato tradotto e non si trova più. Penso comunque che i principi sulla memoria e le tecniche che spiega si trovino anche in altri libri sul genere. Sono cose francamente che esistono dalla notte dei tempi, che però non fanno parte del buon senso comune e non vengono insegnate.

Quando non c’era scelta all’imparare come migliorare la memoria

Una volta tutto veniva mandato a memoria o quasi. Non c’era la scrittura, o se c’era era molto limitata. Esisteva un libro, una copia, e non si poteva portalo via. Esisteva una persona che ti diceva una cosa e non potevi prenderti appunti su un quaderno o sul cellulare. Dovevi ascoltare e poi dovevi ricordare. Se non ricordavi, l’informazione era persa. Se leggevi qualcosa, dovevi poi ricordarla. Le informazioni una volta erano scarse e preziose, e per certi versi era più facile.

Non è che ci si possa distrarre in un mondo senza cellulare, senza libri, senza radio, senza internet, senza telefono, senza videochiamate, senza social media. Da una parte mi viene da dire “che noia”, dall’altra mi viene da dire “che pace” eccetto che probabilmente sarei stata una contadina analfabeta e sarei morta di parto a 20 anni… comunque, ogni informazione era preziosa e fragile, ci sta quindi che la gente facesse tanta attenzione a ricordare e abbia sviluppato tecniche mnemoniche per farlo che adesso neppure insegnano a scuola.

La natura dell’avere memoria

Per forza di necessità la gente aveva capito che la memoria non è qualcosa che semplicemente si ha, è anche qualcosa che si impara, e ci sono delle tecniche per imparare a usarla. Avevano anche capito che la memoria aiuta il ragionamento perché senza tenere in testa gli elementi, non è possibile elaborarli e legarli. Molte tecniche sono per secoli cadute in disuso, e invece renderebbe la vita più facile! 

Sembra che nella scuola ricordare a memoria debba per forza essere un processo noioso e odioso, cioè, se non ti annoi allora non è vero, non va bene. Magari qualcuno ha avuto esperienze migliori della mia, lo spero. Però è un fatto che non insegnano nessuna tecnica mnemonica, anche se chiedono di imparare a memoria un sacco di nozioni. E allora, ecco che scopri in un unico libro che si legge in poche ore una serie di tecniche di memoria che renderebbero la vita più facile a tutti, e che nessuno insegna. Perché? Perché chi insegna è ignorante della maggioranza delle cose, e non puoi insegnare qualcosa di cui ignori l’esistenza.

Imparare a ricordare a memoria

Se non sei contento di qualcosa, cerca il software e installalo nella tua mente. Molto probabilmente il software esiste, perché molto probabilmente altre persone prima di te hanno incontrato lo stesso problema, si tratta solo di cercare e imparare. 

Pochi software ben installati faranno molto di più per te di migliaia di ore di insegnamento nozionistico… e disinstallare virus e malware limitanti e dannosi pure.

Banco alle ciance, vi spiego un paio di tecniche. Ce ne sono varie e possono essere combinate le une con le altre. Le due di base che secondo me sono più utili, e di sicuro sono utili anche come idee generali sono quella per ricordare una serie di concetti o oggetti, e quella per ricordare numeri. Farò due parole anche per ricordare i nomi delle persone, visto che è un problema comune. Allacciate le cinture… e vediamo cosa Cicerone conosceva come il palmo della sua mano che i prof di latino non sanno…

Primo principio per come migliorare la memoria

Primo: la memoria è uno strumento che la mente ha per capire la realtà. Del passato non gliene frega niente a nessuno a meno che non serva per imparare una lezione e non ripetere lo stesso errore in futuro. Delle informazioni non gliene frega niente a nessuno a meno che non siano utili per risolvere problemi reali e concreti e stimolare interessi. La nostra mente deve scartare la maggior parte delle informazioni e dimenticarle, o presto si troverà schiacciata di informazioni senza importanza.

Primo principio: se la tua mente ritiene che un’informazione non serve, la scarta. E tu puoi dire a te stesso “devo ricordare devo ricordare” quanto vuoi, se dell’informazione non te ne frega niente, te la dimentichi lo stesso.

Corollario di questo principio è che la ripetizione aiuta la memoria, questo perché utilizzare un’informazione segnala al cervello che è utile mantenerla in memoria, mentre se un’informazione non viene usata per lungo tempo, beh, probabilmente non serve più e pian piano svanirà.

Secondo e terzo principio su come migliorare la memoria

Secondo principio: l’informazione viene legata a qualcosa che è già presente nella tua mente per associazione. Per fare questa cosa mi serve quest’altra, prima di questa cosa c’è quest’altra, questa cosa assomiglia a quella. Se la tua mente ritiene che un’informazione sia interessante e che vale la pena ricordarla cosa fa? Investe delle energie per associare quella nuova informazione con qualcosa che già conosce. Corollario di questo principio è che la mente per ricordare deve lavorare, deve fare un’azione attiva, deve “fare sua” l’informazione. L’elaborazione attiva e creativa aiuta la memoria.

Terzo principio: le emozioni fissano i ricordi più di ogni altra cosa. Una forte emozione segnala alla nostra mente che quell’informazione è super-super importante. Tanto più una cosa ti coinvolge emotivamente, tanto più facile sarà ricordare le informazioni relative. Cose che aiuta la memoria ad esempio è la sorpresa, la curiosità e la stranezza. Tutto ciò che è diverso ed esce dagli schemi attira la nostra attenzione, il nostro cervello la nota, potrebbe essere importante, potrebbe essere il leone nascosto tra l’erba, e quindi verrà ricordato più facilmente.

Capire come funziona la mente per migliorare la memoria

Tutto questo significa che per ricordare aiuta: lavorare di associazione, usare l’immaginazione e trovare ragioni per cui essere genuinamente interessato all’argomento.

Tutte le tecniche mnemoniche picchiano sull’utilizzo dell’associazione e dell’immaginazione. 

Quando devi ricordare una serie di concetti o oggetti, la tecnica è quella di visualizzarli in azione e legarli l’uno all’altro in maniera creativa e personale. Quest’ultimo punto è fondamentale: se non è personale non funziona, perché la memoria è creata in buona parte dall’esercizio stesso del creare le associazioni. Bisogna capire questa cosa. Ricordare è un processo estremamente costoso per il cervello. La tua mente cerca di dimenticare, non di ricordare. La tua mente cerca di distillare dalla realtà solo il minimo necessario per funzionare nella realtà correttamente e ignorare completamente, o dimenticare il prima possibile, tutto il resto. Dimenticare è necessario.

Esercizi per migliorare la memoria

Ok, impariamo a memoria la tavola periodica degli elementi. Le prime due righe sono: idrogeno, elio, litio, berillio, boro, carbonio, azoto, ossigeno, fluoro e neon. Cosa associ all’idrogeno? Può essere una grande bomba H gialla e panciuta che casca dal cielo, oppure una bottiglietta d’acqua (visto che l’acqua è fatta di un atomo di ossigeno e due di ossigeno) o qualunque altra cosa ti venga in mente che funziona per te. Prendiamo la bomba. La bomba sta cascando e tu la vuoi fermare, allora leghi alla bomba tanti, tantissimi palloncini tutti colorati che, essendo pieni di… elio… fanno galleggiare e sostengono in aria la bomba. (Nota che la situazione estremamente esagerata e assurda è volontaria e necessaria, è più facile ricordarsi cose assurde e divertenti, delle cose normali e noiose, ed è più facile ricordare le cose che abbiamo creato noi, rispetto alle cose che abbiamo sentito da altri).

Ogni elemento si lega all’altro…

Ok, dopo l’elio c’è il litio. Sai che esistono le batterie al litio e che vengono usate per le auto elettriche. Allora puoi immaginare una Tesla che dalla strada fa uno di quei voli spettacolari alla James Bond e acchiappa i palloncini pieni di elio. 

Dopo c’è il berillio. 

Ok, non sai per cosa viene usato il berillio, però puoi fare un’associazione con il suono della parola. Berillio assomiglia a “birilli”. Allora puoi immaginare la Tesla che corre per la strada e davanti si trova degli enormi birilli che butta giù come fosse una palla da bowling. Dopo il berillio c’è il boro. Mettiamo che anche qui ti non abbia idea per cosa venga utilizzato il boro, però ti ricorda la parola “burro”… e allora uno dei birilli rotola in un luna park e va a sbattere contro un carretto che fa popcorn al burro, li fa rovesciare per terra. Immagina il profumo dei popcorn al burro.

… in una serie lunga quanto ti serve…

Poi c’è il carbonio. Puoi associare un altro profumo. Mentre senti il profumo di popcorn al burro senti anche puzza di bruciato venire da un altro stand, che magari sta bruciando degli hamburger, che stanno diventando neri e carbonizzati.

Puoi c’è l’azoto. Puoi associare il fumo degli hamburger che stanno carbonizzando con l’effetto fumo del ghiaccio secco quando evapora (il ghiaccio secco è azoto in forma solida e sublima a temperatura ambiente). Magari l’hai visto accadere e vedi questa nuvola bassa che scende e ricopre tutto il luna park mescolandosi al fumo degli hamburger carbonizzati.  Poi c’è il fluoro. Di nuovo, devi creare la tua associazione, io qui sto solo facendo un esempio. Dalla nuvola di azoto che scende sul luna park appare un enorme vulcano che emette fumo giallo di fluoro. Chiaramente non è saggio stare all’aperto mentre c’è un’eruzione vulcanica, ma vedi un’insegna al neon di un bar e ti ripari dentro.

Migliorare la memoria dei numeri

Non deve essere strettamente razionale, deve associare gli elementi l’uno all’altro in maniera creativa, in modo che tu abbia un filo conduttore tra un elemento e l’altro. E non sono più una serie isolata di nomi, ma una sequenza in cui da primo sei guidato verso l’ultimo.

Per i numeri è possibile fare la stessa cosa ma serve un passaggio in più, perché prima di tutto bisogna associare ogni numero a qualcosa. Chessò, 1 è un soldatino di latta, 2 è una coppia di pesci rossi, 3 è una scatola di omega-3, 4 è un gatto nero, 5 è una mano, 6 è un diavoletto con la coda e via dicendo… L’associazione che fai dev’essere tua personale. Una specie di numero della smorfia, ma puoi usare la tua versione. Puoi associare solo i numeri dallo 0 al 9, ma se hai bisogno di ricordare molti numeri lunghi vale la pena associare anche numeri a doppia cifra.  Per la maggior parte degli usi, tipo ricordarsi un numero di telefono o il codice della tua carta di credito, associare solo da 0 a 9 basta. Una volta che hai un’immagina per ciascun numero puoi fare lo stesso esercizio di associazione di prima. Quindi hai una doppia associazione. Più utilizzi questo sistema più verrà naturale.

La tecnica dei loci

Un’altra variante è la tecnica dei loci. In pratica prendi un luogo che conosci bene. Metti casa tua. E immagini un percorso dentro il luogo che conosci con diverse “stazioni” in sequenza. Metti, lo zerbino davanti alla porta, il ripiano dove metti le chiavi, il mobile della nonna, la televisione, la libreria, il ficus… e via dicendo. Crei un percorso in un luogo che conosci. Puoi inserisci gli elementi che vuoi ricordare all’interno di ciascuna stazione del percorso. Se il tuo percorso inizia con zerbino alla porta, attaccapanni e televisione e la tua lista della spesa è balsamo per i capelli, mele e tè. Puoi immaginare di scivolare quando entri in casa perché il balsamo per i capelli è stato rovesciato per terra, immaginare che al posto del cappotto ci siano decine e decine di sacchettini di tè appesi all’attaccapanni e puoi immaginare la televisione completamente ricoperta da un mucchio di mele. Puoi usare un sistema di questo genere per esempio per ricordarti i punti di un discorso. Se tipo devi fare una presentazione. Per ricordarti tutti i punti da toccare, visualizzi ciascuno e poi lo inserisci in questo percorso, associando l’immagine che rappresenta ogni punto del discorso con una “stazione” all’interno del tuo percorso.

Ricordare i nomi delle persone

Queste tecniche non sono affatto difficili da usare, ma uno non ci pensa e finisce per fare le cose nella maniera più difficile, che è forzare sé stesso a ricordare, per poi dimenticare comunque nel giro di qualche giorno. Non è intelligente rendere le cose difficili quando è possibile renderle più facili e piacevoli, e così riuscire a fare di più. Per i nomi delle persone. Nota dolente ahah. Anche qui il trucco è porre attenzione e fare un’associazione. Quando qualcuno ti dice il suo nome, ripetilo, così sei sicuro di aver capito bene, e subito associa quel nome a qualcosa. Il luogo in cui hai incontrato quella persona o una caratteristica fisica o caratteriale di quella persona. Crea un’immagine. Poi, quando hai finito di parlare con quella persona, riporta quell’immagine alla memoria in modo da aiutare la tua mente a fissare il ricordo.

Conclusione su come migliorare la memoria

Ogni volta che crei queste associazioni e usi queste tecniche, ritorna sulle immagini e le associazioni che hai creato dopo qualche ora e poi il giorno dopo. La ripetizione segnala alla mente che quelle informazioni servono. 

Penso che sia utile e salutare concepire la memoria in questo modo funzionale e dato-di-fatto, che ripetersi nella testa “ah non ho memoria”. Meglio programmare la propria mente con il miglior software che abbiamo trovato. E questo “ah non ho memoria” non mi è mai piaciuto. Non serve, porta a non fare niente, a convincersi di avere un limite e probabilmente non è neppure vero. Esplora questa questione se ti interessa. Così come tante altre, non sappiamo ciò che non sappiamo. Per questo leggere libri e di argomenti molto diversi è importante. Non sai ciò che non sai e tante volte scopri leggendo cose affascinanti e cose che ti aiutano a capire. Almeno, questa è la ragione per cui io lo faccio e per cui scelgo argomenti molto diversi fra loro.

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